Album Release

MOBY

Everything Was Beautiful, And Nothing Hurt

Mute - Distribuzione Edel - 02 marzo 2018

Oggi Moby pubblica il video del secondo brano intitolato “Mere Anarchy”, tratto dal nuovo album Everything Was Beautiful, And Nothing Hurt, disponibile dal 2 marzo.

Moby descrive il video come “post-apocalittico, gli esseri umani sono morti e io e la mia amica Julie siamo alieni che viaggiano nel tempo e visitano la Terra disabitata.

Le parti strumentali di “Mere Anarchy” sono disponibili per essere remixate. Visita Splice per scaricare le basi e crea il tuo remix!

I fan possono ascoltare la nuova musica di Moby tramite una playlist che ha personalmente curato, dove sono presenti gli artisti che lo hanno influenzato nella fase di registrazione del nuovo album.

Moby si esibirà in una serie di concerti sold-out, suonando interamente il nuovo album. Il primo appuntamento è al The Echo di Los Angeles, il 14, 15 e 16 marzo, seguito dall’eisibizione al Brooklyn’s Rough Trade, il 20 e 21 marzo. Per maggiori informazioni, visita moby.com

Inoltre, Moby ha annunciato due eventi in-store dove firmerà le copie del nuovo album: il 2 marzo all’ Amoeba Music di Hollywood e il 20 marzo al Rough Trade di Brooklyn.

Everything Was Beautiful, And Nothing Hurt è un affresco luminoso che esplora la spiritualità, l’individualità e? la disperazione dell’umanità. L’album vede Moby tornare alle sue radici orchestrali, soul e trip-hop.

Everything Was Beautiful, And Nothing Hurt è disponibile in edizione doppio vinile e in CD.

Durante il 2016 Moby ha pubblicato l’acclamato Music From Porcelain, un greatest hits e un’autobiografia che descrivono la sua ascesa al successo mondiale. Quando non suona, Moby continua a sostenere i diritti degli animali e la sostenibilità, attraverso il suo attivismo e il ristorante vegano Little Pine di cui è proprietario.

 

BIO

La vita come la conosciamo ha smesso di esistere.

Una tempesta infuria dall’alto, gettando un’ombra senza fine che soffoca il volto di un mondo un tempo vibrante. La somma delle scelte sbagliate e degli errori di un’epoca si fondono a creare un’oscurità quasi fisica. è opprimente. Soffocante.

Ma nella periferia … un bagliore. Fievole ma scintillante. Un po’di grazia non ancora spenta.

Il quindicesimo album in studio di Moby, Everything Was Beautiful And Nothing Hurt, si racconta in un deserto post-apocalittico nel dopo l’abbandono dell’Uomo da parte del Divino. Mentre l’uomo moderno collettivo corre verso un futuro insostenibile, Moby isola l’individuo ed esplora le frustranti scelte distruttive fatte lungo il percorso.

Tuttavia, queste scelte meritano anche compassione, visto che l’individuo prende decisioni che considera nel suo migliore interesse in quel preciso momento. Tenendo presente questo paradosso, Moby esplora l’individualità, la vulnerabilità, la fede e la frattura dell’umanità.

Dal punto di vista sonoro Moby si ispira al trip-hop di Bristol, a Smith & Mighty, al duo dub Sly & Robbie e al poliglotta francese Wally Badarou. Moby fa anche riferimento a “Hard Times” del cantante soul americano Baby Huey nel brano “Welcome to Hard Times”. Queste influenze si fondono per produrre un incandescente arazzo di suono fluido con radici nel trip-hop, soul e gospel.?Moby si lascia ispirare anche dalla poesia di W.B. Yeats.

Due dei titoli dei brani dell’album sono tratti dalla poesia di Yeats “The Second Coming”. In “Mere Anarchy” immagina un paesaggio desolato, privo delle città che un tempo si ergevano alte e il sole che una volta le illuminava. “Ceremony of Innocence” si rivolge alla fine del mondo da diverse prospettive. All’interno del disastro possiamo anche trovare la bellezza??In tutto l’album, Moby parla della controversa relazione spirituale dell’uomo.

“Like a Motherless Child” e “The Last Goodbyes” raccontano le trasgressioni sempre crescenti dell’uomo e la sua eventuale caduta dalla grazia. In “This Wild Darkness”, “Falling Rain and Light” e “A Dark Cloud Is Coming”, le prime canzoni austere del passato sono state ricontestualizzate come preghiere basate sull’elettronica che descrivono un uomo che tenta di riconnettersi con L’Onnipotente.

Moby ci fa notare che in ogni canzone di Everything Was Beautiful and Nothing Hurt c’è qualcosa di sbagliato o mancante. Queste imperfezioni possono essere piuttosto piccole – come una traccia vocale non masterizzata – o qualcosa di più evidente come nel caso della linea di basso mancante in “The Ceremony of Innocence”.

Riflettendo su come questo si collega alla spiritualità del suo album, Moby spiega come è stato ispirato dai tessitori di tappeti mediorientali che intenzionalmente incorporano le imperfezioni nei loro tappeti per simboleggiare come l’unica perfezione nella vita sia il Divino.

Everything Was Beautiful And Nothing Hurt? è stato registrato nello studio della camera da letto di Moby a Los Angeles durante la primavera e l’estate del 2017.

 

 

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